E’ inutile negarlo: per un penalista anche le atrocità della guerra, oltre a generare sgomento ed istintiva indignazione, generano riflessioni sullo stato dei diritti a fronte del loro subitaneo azzeramento per via del ricorso alle armi, anzichè al confronto, come mezzo di risoluzione delle controversie.

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Da oggi e per 45 giorni dovrò stare lontano dalle Udienze, come altri Colleghi, in ragione delle restrizioni imposte per il Covid 19, non essendo vaccinato, ma non avendo ancora ottenuto l’esenzione ed avendo da tempo superato i cinquant’anni.

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Da giovane, irrequieto ed idealista, guardavo il mondo con curiosità ma anche con istintivo spirito critico verso quello che non mi andava a genio; era il mondo degli adulti, di quelli che determinavano il modo di essere della società, prima ancora che governarla ed imporre regole formali

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La barbara soppressione di Emma Pezemo, studentessa camerunense dell’Università di Bologna, uccisa e smembrata per poi essere lasciata in un cassonetto, il primo di maggio di quest’anno, ad opera dell’uomo con il quale coltivava una relazione, induce l’ennesima riflessione circa l’evidente e degenerazione dei rapporti fra uomo e donna intervenuta nel nostro tempo.

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Dopo meno di due anni da quel lugubre e terribile 14 agosto del 2018 in cui il crollo del ponte Morandi spezzò tante vite, divise una città in due, svuotò un quartiere privando delle case i suoi abitanti e gettò infamia sul nostro Paese, un arcobaleno disegnato dal destino ha incorniciato l’apertura del nuovo ponte S. Giorgio, andato a prendere il posto di quello sbriciolatosi allora.

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QUESTO POST E’ STATO PUBBLICATO su REVOLVERE  il 31/7/2020

Fiducia e rispetto si ottengono attraverso il comportamento, per il modo di essere e di porsi verso gli altri; conta quanto nei fatti si è capaci di dimostrare.
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Mi è capitato più volte di assistere rappresentanti delle Forte dell’Ordine, in relazione a vicende fra le più disparate; non perché avessi una particolare vicinanza a quegli ambienti od una preconcetta solidarietà verso di loro, ma perché da sempre mi sono sentito libero nel prestare la mia opera di difensore verso chiunque ne avesse necessità, senza operare alcun distinguo.

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Maggio 1994; avevo 29 anni, sposato da poco, praticavo ancora la mia disciplina marziale con passione e costanza e ritenevo di aver cominciato a comprendere abbastanza bene gli elementi essenziali di quella Professione che mi avrebbe occupato da lì a breve pressochè tutto il tempo della mia vita.

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